Lao Tse – La decantazione della virtù

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Coloro che anticamente erano maestri buoni
erano sottili astratti profondi e pieni di acume.
Erano tanto profondi che non potevano essere saputi.
E poiché non potevano essere saputi,
ora mi sforzo di parlarne per immagini.

Erano esitanti – ahimé,
come colui che d’inverno attraversi un fiume.
Erano prudenti – ahimé,
come colui che d’ogni parte tema il vicino.
Erano riservati – ahimé,
come colui che è ospite in casa tua.
Erano semplici – ahimé,
come un pezzo di legno.
Erano vuoti – ahimé,
come la valle.
Erano oscuri – ahimé,
come l’acqua intorbidita.

Colui che può
con pace rimestando il torbido
lentamente schiarire l’acqua,
colui che può la pace,
a lungo eccitandola,
lentamente generare,
colui che abbraccia questa regola
si fa piccino e non deve essere riempito.

E poiché riempito non può essere,
rimane piccino e non produce cose nuove.

(Tao tê ching, 15)