Il «conflitto» tra Venere e Psiche

Bouguereau-Rapimento-Psiche
Bouguereau – Rapimento di Psiche

C’è un dettaglio che non dovrebbe sfuggirci. Apuleio l’ha quasi lasciato sotto silenzio … perché fossimo noi ad accorgercene!
Cupido, Eros – chiamalo come vuoi – è stato mandato dalla madre Venere a «punire» Psiche facendola innamorare del più «mostruoso» dei Mostri. Ma una volta che la punizione, col beneplacito del responso di Apollo, viene eseguita, ecco che il Mostro a cui Psiche «si sposa», si rivela essere lo stesso Cupido, lo stesso Eros.
E che? il figlio ha «tradito» la Madre per la Sposa?
Tra Venere e Psiche, il «conflitto» è dunque riducibile a una qualunque relazione tra Suocera e Nuora?

Forse, anche questo. Però, sospettiamo che dev’esserci dell’altro, e che quest’«altro» non sta dentro neanche i più allettanti schemi di scuola junghiana. Ridurre Venere all’archetipo Anima, o a quello della Madre, e Cupido/Eros a quello del Figlio che, incontrando la Donna in carne e ossa, «attiva» quell’archetipo latente nell’inconscio, è poco più di un elegante esercizio di stile algebrico, che costringe le «incognite» che incontra ad adattarsi ai pregiudizi teorici dello stilista.

Venere, dice il Racconto, è già in conflitto con Psiche, prima di chiamare in causa Cupido/Eros! Ci sono, perciò, quantomeno due «femminilità» che si oppongono e si escludono a vicenda.
O forse non c’è che un conflitto tutto all’interno della Femmina – prima che all’orizzonte compaia la prima «mascolinità». E forse non c’è che un conflitto all’interno del Maschio, che si trova a essere complice ora dell’una, ora dell’altra Femmina – in ogni caso «dipendente» dalle sue pretese, dalle sue gelosie e dalle sue seduzioni, e impotente a opporsi alla sua Dominazione.

Ci fa dunque così paura la Dominazione della Donna, da non vedere che è già «scritta» nelle parole, e da doverla «sublimare» in fretta e furia in un concetto che la tenga in qualche modo a bada o sotto controllo?
Tutto ciò che è Femmina, è Venere? (E allora, che ce ne facciamo di tutte le altre dèe? Sono forse solo sue copie pleonastiche?)
Tutto ciò che è Venere, è forse Madre? Ma può forse stare Venere nel calco di quella Madre che noi amiamo immaginarci Angelo del Focolare, tutta casa e famiglia?

Venere è Domina, Matrice della Dominazione, Maga della Seduzione, dei filtri e dei veleni necessari alle stregonerie del desiderio. Natura che fabbrica, che crea, che produce desideri e, in particolare, quei desideri che «fecondano» vita nuova, desideri che «figliano» corpi in carne e ossa, e non solo chiacchiere.
Venere è la Natura che si sporca le mani per rigenerarsi, la Natura che si perpetua «abbassandosi» alla lordura e al sudiciume dei «genitali», la Natura che si denuda e si mostra nella sua cruda realtà.
Altro che Anima!
Veleno, semmai, dell’anima!

Canova-Venere
Canova – Venere

Il Racconto dice che questo suo veleno, il veleno che porta «scritto» nel nome Venere – dice che questo suo «estro» è, di natura, così potente che perfino ai celesti è fatto divieto di copularci. Anzi, quanto più un dio è Forte, tanto più gli dev’essere interdetto ogni accoppiamento con Venere. È dunque a Marte, al Forte per antonomasia, che è più di tutti vietato congiungersi con la dea della Bellezza. Solo un dio zoppo, solo un «debole», un malato, o un infermo … come dire: solo un essere difettivo come l’uomo, ha facoltà di farci all’amore.
Ovviamente: con tutte le conseguenze!

Sappiamo, perché ce lo dice il Racconto sparso a tutte le latitudini del mondo, che Venere, alias Stella, è discesa – o fatta discendere – dal cielo dell’Olimpo, perché ha tradito lo Sposo legittimo: perché Venere non ci sta, in nessuna «monogamia». Venere non può essere «contenuta» in un concetto a noi «familiare». Venere è tutte le parentele, tutte le famiglie del mondo. E perciò nessuna famiglia potrà mai ridurla, se non per un momento, a fare la sguattera di casa.

Venere è la Domina. Venere è in ogni Donna che si fa venerare per la sua bellezza. Venere è la Prima Intelligenza a intelligere come «funziona» il mondo. Troppo potente è il suo atto di intellezione, la sua prima intuizione del mondo.
Intuizione erotica. Altro che Anima senza carne!
Carnalità della Natura, corpo della sua Fame, produzione di corpi dai corpi, di desideri nuovi da scrivere sui vecchi, Venere è «la più bassa» delle Stelle – la prima a muovere «intendendo» il nostro cielo, la prima a uscire dal paradiso del sonno incosciente.

Venere è l’Immaginatrice, la Signora del Linguaggio Immaginario. Ogni immagine che produce, quanto più è bella, tanto più minaccia la sua sovranità. Più è meravigliosa e stupefacente una sua «immaginata», più Lei rischia di essere dimenticata.
Il «conflitto» tra Venere e Psiche è tutto femminile, e si gioca dentro una sola Femmina per volta. Quanto più è seducente l’immagine che di sé la Femmina «genera» nello sguardo di chi la guarda, tanto più essa rischia di esserne eclissata.
Rischia la «genitrice» di essere oscurata dalla sua «generata». Rischia, da creatrice che feconda, d’essere ridotta a una creatura che galleggia sullo «specchio delle brame». Da soggetto a oggetto delle Forme dell’immaginazione. Da Datrix formarum, alla più bella delle Forme! Da Padrona della Casa, a sguattera e cenerentola in attesa dell’Ora.