Rabelais – Tutto per Sentii-dire

Rabelais-VoraceCercando allora per il paese se trovavamo niente da mangiare, sentimmo un rumore stridente e diverso, come fosse il vociare di donne che lavano, e il tramenio dei mulini di Bazacle presso Tolosa.
Subito ci trasferimmo in quella parte, e vedemmo un vecchietto gibboso, contraffatto e mostruoso.

Lo chiamavano Sentii-dire: aveva la bocca fino alle orecchie, e in essa sette lingue o la lingua spaccata in sette. Comunque fosse, con tutt’e sette a un tempo teneva discorsi diversi in lingue diverse.
Aveva anche per la testa e per il resto del corpo tante orecchie quanto ebbe mai Argo di occhi; per il rimanente era cieco e paralitico nelle gambe.
Intorno a lui vidi un numero incredibile di uomini e donne, che ascoltavano intenti, e ne riconobbi alcuni che spiccavano nella truppa al loro bell’aspetto.

In quel momento teneva in mano un mappamondo, e lo illustrava loro sommariamente con brevi aforismi, e quelli ne diventavano chierici e sapienti in breve ora, e parlavano di cose prodigiose elegantemente e con pronta memoria, che a saperne la centesima parte non basterebbe la vita di un uomo: delle Piramidi del Nilo, e Babilonia, dei Trogloditi, degli Hirmantopodi, dei Blemmii, dei Ganifasanti, dei Cannibali, dei Monti Iperborei, degli Egipani, di tutti i diavoli, e tutto per Sentii-dire.

Vidi là, a quel che mi parve, Erodoto, Plinio, Solino, Berosso, Filostrato, Mela, Strabone e tanti altri antichi; più Alberto Magno il Giacobino, Pietro Testimone, Papa Pio secondo, Paolo Giovio il valentuomo, e Cadacuist, Tevault, Jacques Cartier, Haitone Armeno, Marco Polo veneziano, Ludovico Romano, Pietro Alvarès, e non so quanti altri moderni storici nascosti dietro un panno di tappezzeria, che scrivevano di soppiatto bellissime cose, e tutto per Sentii-dire.

Dietro una tenda di velluto a fogliami, presso Sentii-dire, vidi poi un gran numero di nostri buoni studenti del Perche e di Mance, piuttosto giovani; e domandando in qual facoltà applicassero i loro studi, sentimmo che là apprendevano fin da giovani a diventare testimoni, e in quell’arte profittavano tanto che, partendosi dal luogo e tornati nella loro provincia, vivevano decentemente del mestiere di testimone, rendendo sicure testimonianze su qualunque cosa a quelli che li pagavano meglio a giornata, e tutto per Sentii-dire.

Voi ditene quel che volete, ma essi ci diedero qualche buon boccone, e bevemmo dai loro barili allegramente.
Quindi ci avvertirono cordialmente che avessimo da risparmiare verità quanto ci fosse possibile, se volevamo riuscire nelle corti dei gran signori.

(Rabelais, Gargantua e Pantagruele, 5: 30)