Graves – La prova di abilità con l’arco

Guglielmo-Tell

Nella gara con l’arco descritta nel Malleus Maleficarum del quindicesimo secolo, il candidato che si sottoponeva alle pratiche iniziatiche per entrare nella corporazione degli arcieri doveva mirare a un oggetto posato sulla testa di suo figlio, una mela o una monetina d’argento.
Ai fratelli di Laodamia che gareggiavano per disputarsi il sacro regno, fu richiesto di scoccare una freccia in un anello posato sul petto di un bambino […]

Pare che in origine la prova cui si sottoponeva il candidato al trono fosse questa: scoccare una freccia tra le spire d’un serpente aureo, che simboleggiava l’immortalità, posato sul cappello d’un fanciullo di sangue reale; in altre tribù al serpente si sostituì una mela o l’anello che ornava la sommità dell’elmo o il cerchio che congiungeva le lame di una bipenne; ma in seguito quando gli arcieri divennero sempre più abili, si richiese loro di scoccare una freccia tra una serie di anelli da elmo, o tra una serie di bipenni come accadde a Odisseo […]

Scagliare una freccia verso ciascuno dei quattro punti cardinali e una verso lo zenit faceva parte dei riti nuziali in India e in Egitto […]
In Inghilterra, pare, la prova serviva per scegliere un gudeman per Maid Marian, che sposandola diventava Robin Hood, signore di Greenwood […]

Conquistarsi la sposa dimostrando con una prova la propria abilità di arciere era un’usanza indoeuropea.
Nel Mahâbhârata Arjuna conquista così Draupadî, e nel Râmâyana Râma tende il grande arco di Šiva e vince Sîtâ.