Opaié – La sposa del giaguaro

Le donne erano andate a raccogliere legna nei debbi, quando una di loro, ancora adolescente, scorse una carcassa di queixada, lasciata lì da un giaguaro.

queixada
Queixada

«Come vorrei – esclamò – essere la figlia del giaguaro! Avrei carne a sazietà».
«Nulla di più facile – rispose il giaguaro, apparso immediatamente. – Vieni con me, non ti farò alcun male».
Si cercò invano la ragazza; e si credette che il giaguaro l’avesse mangiata.

Ma un giorno essa ritornò, e si fece riconoscere dalla sorellina, poi dai genitori. Raccontò che il giaguaro, suo sposo, la fece vivere nell’abbondanza, e che esso sarebbe stato ben lieto di offrire cibo agli Indios.
«Che selvaggina preferiscono?».
«Qualsiasi!».
«Coraggio! Il giaguaro vuol sapere».
«Ebbene, il tapiro!».
«D’accordo – disse la donna – ma abbiate cura che i pali della capanna siano ben saldi: il giaguaro deporrà la carne sul tetto».

Il mattino seguente, il padre constata che la capanna è coperta di carne ben cotta: viene così organizzato un banchetto. Due giorni dopo, la provvista è rinnovata.
Passato un certo tempo, il giaguaro, stanco di trasportare la carne, propone, tramite la moglie, di installarsi nel villaggio.
Il padre della ragazza accetta (aveva paura del giaguaro, ma desiderava la carne). Del resto, la ragazza lo rassicura: il giaguaro non intende costruire la propria capanna troppo vicina a quella dei suoceri; si stabilirà un po’ in disparte, per non essere visto.
Concluso l’accordo, la donna se ne va: ha infatti imparato a cacciare come il giaguaro.

caetetu
Caetetu

Il mattino seguente, la capanna degli Indios è coperta di carne: caetetu, queixada, tatù, paca, c’è di tutto. Il giaguaro intanto viene ad abitare tra gli Indios.
Suo cognato stringe amicizia con la nuova coppia che gli fornisce selvaggina prelibata: jahò, mutum, inhambù, macuco. Tuttavia, la nonna rimane diffidente, in quanto la giovane si trasforma progressivamente in belva. Ha il corpo chiazzato di nero, sulle mani e sui piedi le crescono degli artigli; solo il volto rimane umano, quantunque comincino a spuntare le zanne. Così, la vecchia ricorre alla stregoneria e uccide la nipote.

Il padre se ne addolora molto, ma tutta la famiglia teme il giaguaro.
Il cognato va a trovarlo: la moglie è morta, non si vendicherà? Accetterà che, in sua vece, gli venga assegnata la sorella della defunta?
«Ma no – risponde il giaguaro – niente di tutto questo. Me ne andrò. Non vi serbo rancore. Può darsi che, tra molto tempo, vi ricordiate ancora di me».

E il giaguaro se ne va di corsa, irritato per l’uccisione della moglie e incutendo paura coi suoi ruggiti: ma essi sono sempre più lontani.

(estratto da Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto)