Mundurucu – Origine dei maiali selvatici

Era la stagione secca, ed erano tutti a caccia nella foresta.
Il demiurgo Karusakaibé si era installato, col figlio Korumtau, in un rifugio un po’ discosto dall’accampamento principale.

inhambù
Inhambù

A quel tempo non si conosceva altra selvaggina di pelo che il caetetu, e pertanto gli uomini cacciavano esclusivamente questo animale, tranne Karusakaibé che cacciava l’uccello inhambù.

Ogni giorno egli mandava il figlio all’accampamento delle proprie sorelle, per scambiare degli inhambù coi caetetu uccisi dai loro mariti.
Non vedendo di buon occhio questi scambi, le zie del ragazzo finiscono per irritarsi e lo trattano in modo oltraggioso, gettandogli addosso piume e pelli.
Il ragazzo ritorna in lacrime e racconta al padre l’accaduto.

Karusakaibé ordina al figlio di circondare l’accampamento con una muraglia di piume, tale da formare, in alto, una volta che poi riempie di fumo di tabacco.
Gli abitanti ne sono storditi e, quando il demiurgo grida loro: «Mangiate il vostro cibo!», essi credono di capire che venga loro ordinato di copulare.
E così fecero all’amore lanciando i soliti grugniti. Si trasformarono tutti in maiali selvatici. Le foglie con cui si chiudevano le narici per proteggersi dal fumo divennero dei grugni, e i loro corpi si ricoprirono dei peli che Karusakaibé lanciava loro dopo averli tolti al formichiere.

Gli altri Indios, che sono rimasti nel villaggio permanente, ignorano la sorte dei loro compagni. Karusakaibé si reca ogni giorno alla stalla di piume (detta anche la «montagna dei maiali») e attira un solo maiale attraverso la porta socchiusa, di fronte alla quale mette un po’ di cibo.
Egli l’uccide con una frecciata, richiude la porta e ritorna al villaggio con la selvaggina.

In assenza dell’eroe, Daiiru (l’ingannatore) strappa a Korumtau il segreto del recinto, ma per inettitudine lascia scappare i maiali …

(estratto da Lévi-Strauss, Il crudo e il cotto)