Schneider – La sillaba AUMm

uovo-cosmicoMolte culture megalitiche ci offrono delle cosmogonie in cui s’incontrano numerose varianti del mito della creazione, raffiguranti l’uovo cosmico covato da un uccello nelle tenebre più profonde. L’uovo, schiudendosi, libera una voce o un uccello il battito delle cui ali mette in moto la prima sostanza del mondo: il respiro.
Secondo la tradizione indù, questo respiro primordiale rappresenta la forma inafferrabile dell’âtman «inconcepibile». È l’anima del mondo (il «grande sole» nascosto nell’ombra), la quale non è un vero e proprio sole ma il principio della vita, vale a dire la Morte che cova l’uovo da cui tutte le cose «nascono, risplendono, piovono e inneggiano» e «si affacciano da una sua fessura» dopo essere a lui ritornate.

Fino a quando le cose vivono nascoste nella «cavità rocciosa» o nell’«uovo» dell’âtman, tale processo è puramente astratto e trascendentale; ma non appena si manifestano come respiro nel mondo udibile, l’âtman si rivela come brâhman e l’evento trascendentale primordiale (non percepibile dai sensi) assume una natura differente.
Brâhman significa «detto magico». Grazie al respiro del brâhman, il processo impercettibile dell’âtman diventa terreno e percettibile sotto forma di vibrazione acustica.

Il respiro del brâhman è un suono che, ronzando lentamente dalla consonante M (sonno), si trasforma in voce e passando attraverso la vocale U (sogno) assume il tono di una A (stato di veglia), convertendosi infine nella sillaba comprensiva AUMm (OM) (stato di veglia – sogno – sonno profondo).
Tale sillaba è l’inspirazione e l’espirazione di un mondo puramente ideale e astratto. Pur non ricorrendo espressamente nelle Upanisad, la forma mMUA – inversione di AUMm – è necessariamente implicita nel pensiero dei miti della creazione, in cui il tempo primordiale (cielo) scorre sempre in direzione inversa a quella del presente (terra).
L’inspirazione e l’espirazione del brâhman (morte e vita) rappresentano movimenti di flusso e riflusso che si condizionano e si eliminano a vicenda.

All’origine si trova la morte o il nulla, che genera la vita. In virtù di questa inversione anche il tuono (effetto) precede il lampo (causa) e la «luce bianca» è anteriore al sole.
Questa maniera di pensare, trasferita nello spazio, dà origine a quelle immagini del cosmo in cui le figure celesti sono capovolte rispetto alla terra.
Al pari del tempo primordiale e del presente, il cielo e la terra assumono caratteri analoghi, pure se presentati con diversi contrassegni.

Per evidenziare la sillaba AUMm con un’immagine concreta, la Nâdabindu Upanisad (1: 1) sceglie l’elemento idealmente più comprensibile che, analogamente al suono, può fluttuare nell’aria, presenta cioè l’âtman, o meglio il brâhman, sotto la figura di un uccello.
Il suono A è l’ala destra, la U è l’ala sinistra e la M-m che si perde in lontananza è rappresentata dalla coda. Questo uccello primordiale è la figura sonora di quella potente parola AUMm in cui il mondo intero è «tessuto e intessuto» e che è vâc, o essenza sonora di tutte le essenze e sostanza fondamentale del mondo […]

L’uovo cosmico covato, già menzionato nel Rig Veda, rappresenta pertanto la cassa armonica dell’uccello primordiale. Considerando l’âtman antropomorficamente, la «fessura» o «fenditura» da cui le cose «escono, cantano e risplendono» è la glottide o il naso. Se esso è inteso come un’oca (hansa) – l’equivalente del «grande gracidatore» egizio – il respiro fluisce dalla cavità cardiaca (situata immediatamente sotto la membrana vocale) nella cavità orale passando attraverso il lungo canale dell’aria (collo). Dalla cavità orale l’âtman esce come brâhman nella figura di un «sole alato», cioè come il suono ronzante mM che avvolge la luce.

AtmanL’uscita dell’âtman dalla bocca in qualità di brâhman provoca in primo luogo l’umidità e il calore, cioè le nebbie primordiali o forme primitive di Soma (acqua, luce) e Agni (fuoco, sole).
«Mentre âtman covava il mondo, la sua bocca si scisse come un uovo e dalla bocca uscì vâc, e da vâc balzò fuori Agni» (Aitareya Upanisad, 1: 4).

Il mondo creato mediante vâc, non è ancora un mondo concreto ma una creazione di sogno che si estende sul respiro. Il fuoco (Šiva) e il cielo sono M, la luna (Visnu) e lo spazio aereo sono U, il sole (Brâhman) e la terra sono A.
L’«acqua» è il suono puro, il «fuoco» è la forza costitutiva del ritmo: essi sono i nomi primordiali delle cose. Poiché nella mitologia il fuoco primordiale è sempre contenuto nell’acqua, tale massa primordiale va probabilmente intesa come forma primitiva (acustica) di un rumore di respiro che contemporaneamente sussurra e fruscia, cioè spumeggia.

(Schneider, Il significato della musica)