Galles – La punizione dei figli di Don

Math-punish-Gilfaethwy-Gwydion

Una volta sepolto Pryderi, le genti del Sud si diressero verso il proprio paese cantando canti funebri, e non era meraviglia, poiché avevano perso il proprio signore, molti dei migliori guerrieri, cavalli e armi in gran numero.
Gli uomini del Gwynedd tornarono invece pieni di gioia ed esultanza.
«Signore – disse Gwydion a Math – non compiremmo un atto di giustizia restituendo alle genti del sud il loro signore che ci hanno dato come ostaggio per la pace? Non abbiamo il diritto di tenerlo prigioniero».
«Sia messo in libertà», rispose Math.

Così Gwrgi e gli altri ostaggi poterono andare a raggiungere gli uomini del Sud. Math si recò a Caer Dathyl, mentre Gilvaethwy figlio di Don e tutte le genti della famiglia che l’avevano accompagnato fecero, come d’uso, il giro d’ispezione del Gwynedd, tralasciando la corte.
Giunto nella propria camera, Math fece approntare un luogo in cui coricarsi e posare i piedi nel grembo della fanciulla.
«Signore – disse Goewin – dovrai ora cercare una vergine che ti regga i piedi: io sono donna».
«Cosa vuoi dire?», egli chiese.
«Signore, sono stata assalita apertamente. Non sono rimasta in silenzio, non v’è persona a corte che non l’abbia saputo. L’attacco è venuto dai tuoi nipoti, i figli di tua sorella, Gwydion e Gilvaethwy, figli di Don. Essi hanno fatto violenza a me e oltraggio a te. Ci si è coricati con me, e ciò è accaduto nella tua camera e nel tuo letto».
«Ebbene – egli rispose – farò del mio meglio. Prima farò aver soddisfazione a te, poi cercherò quella che m’è dovuta. Ti prenderò in moglie, consegnerò nelle tue mani la proprietà dei miei domini».

Intanto, i due figli di Don non si avvicinavano alla corte; continuavano a errare nel paese; si tennero lontani fino al momento in cui giunse l’interdizione di dar loro nutrimento e bevande. Allora, e solo allora, essi si recarono da Math.
«Signore – dissero – buongiorno a te».
«Ebbene – egli disse – siete venuti per darmi soddisfazione?».
«Signore – essi risposero – siamo pronti a fare la tua volontà».
«Se fosse stato sempre così, non avrei perduto tanti uomini e cavalli; non potete porre rimedio alla mia onta, per non parlare della morte di Pryderi. Poiché siete venuti a rimettervi alla mia mercé, la vostra punizione avrà inizio».

Prese la bacchetta magica e, con un sol colpo, trasformò Gilvaethwy in una cerva di buona taglia; poi, subito prevenne la fuga dell’altro colpendolo con la stessa bacchetta; e lo trasformò in cervo.
«Poiché ora siete legati – disse Math – camminerete insieme, formerete una coppia, ed avrete gli istinti degli animali di cui avete la forma. Avrete un piccolo per l’epoca che si addice a questi animali. Tra un anno tornerete da me».

Math-changing-Gilfaethwy-GwydionAl termine dell’anno, si sentì un gran rumore contro le pareti della camera, e subito i cani si misero ad abbaiare.
«Andate a vedere – disse Math – cosa c’è là fuori».
«Signore – disse uno – sono appena andato a vedere; ci sono un cervo, una cerva e un cerbiatto».
Egli subito si alzò e uscì; e infatti scorse tre bestie: un cervo, una cerva e un cerbiatto. Levò la bacchetta dicendo: «Colui che l’anno scorso è stato cerva sia quest’anno cinghiale, e il cervo sia scrofa».
E li colpì con la bacchetta.
«Io prendo il piccolo – aggiunse. – Lo farò allevare e battezzare».
Gli fu dato nome Hyddwn [cervo].
«Andate – disse – sarete l’uno cinghiale e l’altro la sua compagna, e avrete gli stessi istinti dei verri nei boschi. Tra un anno, trovatevi sotto le mura di questa casa con il vostro piccolo».

Al termine dell’anno, sotto le mura della camera si sentì l’abbaiare dei cani, e tutta la corte accorse da quella parte.
Anche Math si alzò e uscì. Fuori, scorse tre cinghiali: un maschio, una femmina e un piccolo molto forte per l’età che poteva avere.
«Questo – disse – lo prendo io, e lo farò battezzare».
E con un colpo di bacchetta, ne fece un bell’adolescente bruno e forte. Fu chiamato Hytchtwn [Maiale selvatico].
«Colui – aggiunse – che l’anno passato è stato cinghiale, quest’anno sia lupa, e la scrofa lupo».
«Dette tali parole, li colpì con la bacchetta ed essi divennero lupa e lupo.
Abbiate – disse – gli istinti degli animali di cui avete la forma. Trovatevi qui, sotto queste mura, a un anno da oggi».

Un anno più tardi egli sentì un gran tumulto, abbaiare di cani sotto le mura della camera. Si alzò e uscì. Fuori, scorse un lupo, una lupa e, con essi, un forte lupacchiotto.
«Questo – disse – lo prendo e lo farò battezzare. Il suo nome è presto trovato, sarà Bleiddwn [Lupo]. Voi avete tre figli, e sono:
I tre figli di Gilvaethwy il traditore
Tre grandi guerrieri leali
Bleiddwn, Hyddwn, Hychtwn il Lungo».

Ricevuto un colpo di bacchetta, essi riassunsero le proprie sembianze.
«Uomini – disse Math – se mi avete fatto torto, avete sofferto abbastanza e avete patito la grande onta d’aver figli l’uno dall’altro. Fate un bagno a questi uomini, lavate loro la testa e date loro degli abiti».

(Mabinogion: Math figlio di Mathonwy)