Alberi inversi in Dante

Oltre al ben noto «albero che vive della cima» di Paradiso, 18: 28-30, ci sono in Dante altre allusioni all’Albero rovesciato.
Ad es., questa:

Ma tosto ruppe le dolci ragioni
un alber che trovammo in mezza strada,
con pomi a odorar soavi e boni;
e come abete in alto si digrada
di ramo in ramo, così quello in giuso,
cred’io, perché persona su non vada
(Dante, Purgatorio, 22: 131-135)

Osserva Coomaraswamy: «Dal modo in cui se ne parla deduciamo che questa è l’immagine riflessa e rovesciata dell’Albero della vita, di cui le anime nel Purgatorio (cosmico) hanno fame e sete, ma di cui non possono aver parte e su cui non possono neppure salire» (Il grande brivido).

Kandinsky-movimento
Kandinskij – Movimento

L’Albero cosmico che le anime possono scalare ciascuna fino al suo ramo, non oltre, nessuna più su del suo grado, in quanto Albero della Vita è anche l’Albero del Tempo. Almeno così lo «vede» Dante, allorché trattando del cielo del Primo Mobile dice:

E come il tempo tegna in cotal testo
le sue radici e ne li altri le fronde,
omai a te può esser manifesto
(Dante, Paradiso, 27: 118-120)

Le «radici» del Tempo, dice Dante, affondano nel «testo», nel vaso del Nono Cielo, quello del Primo Mobile o Cielo «cristallino», e sono dunque «prese» nel suo moto, mentre le «fronde» si spandono nei cieli più bassi.