Kerényi – Pandora scoperchia il vaso

pandora-vasoIn Esiodo (Le Opere e i Giorni: 53 ss.) si legge che Zeus avrebbe così parlato [a Prometeo]: «Figlio di Giapeto, tu che sai più di tutti gli altri, tu ti rallegravi d’aver rubato il fuoco e di avermi ingannato; ma ciò sarà a danno tuo e degli uomini futuri. Essi infatti riceveranno da me, in cambio del fuoco, un male di cui gioiranno, circondando d’amore ciò che costituirà la loro disgrazia».
Così parlò il padre degli dèi e degli uomini, e rise. Egli ordinò subito a Efesto di mescolare un po’ di terra e acqua, di introdurvi voce umana e forza e di creare una bella e desiderabile fanciulla, simile nell’aspetto alle dèe immortali.
Ad Atena fu ordinato di insegnarle l’arte di tessere, all’aurea Afrodite di circonfondere la testa della fanciulla di fascino amoroso e di desideri struggenti. A Ermes Zeus ordinò di dotate la creatura di una spudoratezza da cagna e di fallacità.

Tutti obbedirono all’ordine del sovrano. Il celebre artefice fece con la terra l’immagine di una pudica fanciulla. Pallade Atena la ornò di una cintura e di una veste. Le Cariti e Peito le misero al collo una collana d’oro. Le Ore inghirlandarono la fanciulla con fiori primaverili. Ermes le pose nel petto la menzogna, le lusinghe e l’inganno. Il messaggero degli dèi le conferì la voce e chiamò la donna Pandora, perché tutti gli Olimpici l’avevano creata come un dono, a danno degli uomini mangiatori di pane.

Quando fu pronta l’insidia minacciosa, contro la quale non v’è difesa, il padre inviò il celebre veloce messaggero da Epimeteo, con il dono. Costui non si preoccupò di ciò che Prometeo una volta gli aveva detto, cioè di non accettare nessun dono da parte di Zeus, bensì di rimandargli tutto, affinché nessun male derivasse ai mortali. Prese il dono e solo in seguito si accorse del male.
Prima il genere umano era vissuto sulla terra senza alcun male, senza fatiche e malattie che dovessero portare la morte agli uomini. Ora invece la donna levò il coperchio del grosso vaso e le lasciò diffondere dappertutto, a triste scapito degli uomini.

Soltanto la Speranza rimase dentro il carcere indistruttibile, sotto l’orlo del vaso, e non volò fuori. Davanti a lei la donna chiuse il coperchio, secondo la volontà di Zeus. Il resto dello sciame, innumerevole e triste, circola da allora dappertutto tra gli uomini e la terra è piena di male e pieno di mali è il mare. Le malattie colpiscono gli uomini di giorno, vengono inattese di notte, fatali e mute, poiché Zeus astuto negò loro la voce.
Non vi è dunque alcuna via per ingannare la perspicacia di Zeus.

(Kerényi, Gli dèi e gli eroi della Grecia)