Nibelunghi – La sposa difficile

Brunilde-Brynhildr

Regnava una regina in terra d’oltremare,
pari alla quale non si sapeva nessun’altra.
Immensamente bella, di forza smisurata,
l’asta gettava a gara coi guerrieri, ed era pegno il suo amore.

Scagliava la pietra lontano e la raggiungeva d’un balzo.
Chi voleva il suo amore doveva senza fallire
sconfiggere in tre gare la nobilissima donna.
Se in una di esse falliva, pagava con la testa.

Molte volte quella vergine già l’aveva fatto.
Lo seppe sul Reno un nobile cavaliere
che volse la sua mente alla bellissima donna.
Per questo molti guerrieri perderanno la vita.

Disse il principe del Reno: «Voglio scendere al mare,
dove vive Brunilde, qualunque cosa m’accada.
Io metto, per suo amore, in gioco la mia vita.
Preferisco morire, se non sarà la mia sposa».

«Vorrei dissuadervi, disse allora Sigfrido.
Infatti quella regina ha usanze tanto feroci
che deve pagare assai caro, chi chiede il suo amore.
lasciatevi convincere a non fare quel viaggio».

«Ecco il mio consiglio, disse Hagen allora.
Pregate Sigfrido di reggere con voi
il peso dell’impresa; questo è il mio pensiero,
dal momento che tante cose egli sa di Brunilde».

Il re disse: «Sigfrido, volete aiutarmi
a conquistare la bella? Se farai ciò che chiedo,
e diventa mia sposa quella donna leggiadra,
metterò al tuo servizio il mio onore e la vita».

Rispose Sigfrido, il figliolo di Siegmund:
«Farò quel che mi chiedi se mi darai tua sorella,
la bella Crimilde, la nobile regina.
Non voglio altro compenso per questa mia fatica».

Gunther rispose: «Prometto, e sia pegno la mia mano.
Se la bella Brunilde verrà in questa terra,
ti darò come sposa la mia bella sorella,
e tu possa con lei vivere sempre felice».

(Cantare dei Nibelunghi, 6: 326-334)