Snorri Sturluson – Il cavallo Grani

Grani-portaAllora Sigurðr andò da Reginn e lo uccise, quindi al suo cavallo, che si chiamava Grani, e galoppò finché giunse alla tana di Fáfnir; raccolse l’oro, lo ripartì nelle due borse laterali e lo caricò in groppa a Grani, egli pure vi salì e ripercorse la sua strada […]

Poi Sigurðr cavalcò finché giunse a una casa su un monte; là dentro dormiva una donna e vestiva elmo e corazza. Egli trasse la spada e recise l’armatura; allora ella si destò e disse di chiamarsi Hildr, viene chiamata Brynhildr, ed era una valchiria.
Di là Sigurðr ripartì col suo cavallo e giunse presso quel re che si chiamava Gjúki […]

Là Sigurðr rimase per lungo tempo; poi Sigurðr sposò Guðrún, figlia di Gjúki. E Gunnar e Högni scambiarono con Sigurðr il giuramento di fratellanza.
In seguito Sigurðr e i figli di Gjúki si misero in viaggio per chiedere in moglie per Gunnar ad Atli, figlio di Buðli, la sorella di lui Brynhildr.
Ella risiedeva a Hindafiall, e tutt’intorno alla sua casa c’era una fiamma ardente, ed ella aveva fatto voto solenne di prendere per marito soltanto colui che avesse osato traversare a cavallo il muro di fiamma.

Così Sigurðr e i Gjúkungar – essi sono anche chiamati Niflungar – cavalcarono fin sul monte e là Gunnar avrebbe dovuto traversare a cavallo la barriera di fiamma.
Egli aveva un cavallo che si chiamava Goti e questo cavallo non osò saltare nel fuoco.
Allora Sigurðr e Gunnar si scambiarono l’aspetto e anche i nomi, poiché Grani non sopportava di essere montato da altri che non fosse Sigurðr. Così Sigurðr montò in groppa a Grani e superò la barriera di fuoco. E la sera stessa celebrò le nozze con Brynhildr.

Ma quando andarono a letto, egli sguainò la spada Gramr e la pose fra loro. E al mattino si levò e si vestì, poi diede a Brynhildr come dono di nozze l’anello d’oro che Loki aveva preso ad Andvari e per ricordo le prese un altro anello.
Sigurðr salì sul suo destriero e tornò dai suoi compagni.

(Snorra Edda, Skáldskaparmál: 40-41)