Snorri Sturluson – Il riscatto della lontra

Si racconta che alcuni Asi erano in viaggio per esplorare il mondo intero.
Óðinn, Loki e Hœnir giunsero a un fiume e lo seguirono fino a una cascata e presso di essa c’era una lontra che dalla cascata aveva preso un salmone e con gli occhi semichiusi se lo stava mangiando.
Andvari-LokiLoki raccattò una pietra e la scagliò contro la lontra e la colpì alla testa. E Loki si vantò della sua preda: con un colpo aveva preso la lontra e il salmone.

Presero salmone e lontra e se li portarono via, giunsero poi a una fattoria ed entrarono.
Il contadino che vi abitava si chiamava Hreiðmarr: era un uomo potente e pratico di magia.
Gli Asi chiesero alloggio per la notte e dichiararono di aver con sé cibo sufficiente e mostrarono al contadino la loro preda.
Ma quando Hreiðmarr vide la lontra chiamò i suoi figli, Fáfnir e Reginn, e disse che il loro fratello Otr, la lontra, era stato ucciso e chi lo aveva fatto. Allora padre e figli vanno dagli Asi, li afferrano e li legano e dicono loro della lontra che era il figlio di Hreiðmarr.

Gli Asi offrono di pagare un riscatto tanto grande quanto Hreiðmarr stesso stabilirà. E così fu pattuito tra loro e confermato con giuramenti. La lontra fu scuoiata; Hreiðmarr ne prese la pelle e disse che essi dovevano riempire quella pelle di oro rosso e ricoprirla tutt’intorno. E queste sarebbero state le condizioni.

Allora Óðinn inviò Loki nel paese degli Elfi neri, ed egli giunse dal nano che si chiamava Andvari, questi era in acqua in forma di pesce. Loki lo afferrò e gli chiese per riscatto tutto l’oro che possedeva nella sua caverna.
Ed essi si recarono tra quelle rocce e il nano portò fuori tutto l’oro che possedeva ed era un tesoro grandissimo.
Andvari-Franz-StassenIl nano si fece scivolare sotto la mano un piccolo anello d’oro; Loki lo vide e gli ingiunse di lasciare anche l’anello. Il nano lo pregò di non portargli via quell’anello, che lui si sarebbe fatto crescere un altro tesoro da quell’anello se se lo teneva.
Loki disse che non doveva tenersi manco un centesimo, gli prese l’anello e se ne andò. Ma il nano dichiarò che quell’anello sarebbe stato la rovina di chiunque l’avesse posseduto.
Loki replicò che gli pareva giusto e disse che questa maledizione avrebbe certamente avuto effetto e lui stesso l’avrebbe fatta conoscere a colui che l’avesse ricevuto.

Si mise in cammino e arrivò da Hreiðmarr e mostrò l’oro a Óðinn. Quando egli vide l’anello gli parve bello e lo tolse dal tesoro e diede tutto l’oro a Hreiðmarr. Quello allora riempì la pelle della lontra quanto più poté e quando fu piena la pose ritta.
Allora intervenne Óðinn per ricoprire d’oro la pelle e infine disse a Hreiðmarr che lui stesso poteva vedere se la pelle fosse tutta coperta. Ma Hreiðmarr guardò e fece molta attenzione e vide un pelo del vello e disse di coprirlo e che altrimenti il loro patto non avrebbe avuto valore.

Allora Óðinn trasse l’anello e ricoprì il pelo della pelliccia e disse che ora essi avevano assolto al riscatto della lontra.
Quando Óðinn ebbe preso la sua lancia e Loki le sue scarpe e non c’era più nulla da temere, allora Loki dichiarò che si sarebbe avverato ciò che Andvari aveva pronunciato, che quell’anello e quell’oro sarebbero stati la rovina di colui che li possedeva.
E da allora ciò si è verificato.
Ora è stato raccontato perché l’oro è detto il «riscatto della lontra» oppure il «riscatto forzato degli Asi» oppure ancora il «metallo del litigio».

(Snorra Edda, Skáldskaparmál: 39)