Tu rinnovi come aquila

Aquila-costellazione

«Tu rinnovi come aquila la tua giovinezza» (Salmi, 102: 5)

Ho detto al cuore: Non te la prendere.
Gliel’ho sussurrato piano all’orecchio. Con parole dolci, perché volevo che il mio cuore mi ascoltasse.
Io voglio bene al mio cuore, io voglio che il mio cuore dia ascolto a me che gli voglio bene.
Io non ho che il mio cuore. Solo il mio cuore mi è rimasto. Dovrei essere triste per questo?
Hai tutto il tempo, gli dicevo. Sei tu il mio orologio. Tu, il padrone del mio tempo. Tu, Achille e la tartaruga insieme – solo insieme siamo stati felici.
Ricordi?
L’amato chiama, e l’amante che peccato
se risponde solo a quel che vede.
Io sono il tuo occhio e la tua fiamma
tu non puoi fare a meno di nascondermela.

Ricordi, battito mio, quando non battevi
che per svelarmi ai miei presagi?
Ti dicevo: è amore! andiamo!
e ti chiedevo
di batterti per me, di difendermi
ti chiedevo dal terzo cielo
mentre per amore, assieme a te, ci precipitavo.
Ma tu, cuore mio, dove t’eri cacciato?
In quale rovo di spine ti eri impigliato?
Dietro quale cespuglio intimorito t’eri imboscato?

Tu nello sguardo di un giaguaro eri affondato.
Nel tremore di una vecchia ninnananna
lontano da qui, cuore mio, ti eri addormentato.
E sognavi – ricordi?
Dimmi, cuore mio, ti ricordi quel vecchio sogno?
Eravamo bambini piccoli e ciechi allora
io e te soli eravamo allora tutto il mondo.

Allora sì che non c’era nessuno, cuore mio,
nessuno c’era allora
prima della nostra separazione.
È da allora che invano ci cerchiamo
nei canti più vani c’inseguiamo
dei poeti più folli
a nostra insaputa c’innamoriamo.

Ma cos’é? cos’è tutt’a un tratto
questa paura?
Non sono io più il tuo occhio?
come mai proprio ora, sul più bello, ti nascondi?

L’amato chiama, e l’amante che peccato
risponde solo a quel che vede.
Andate a chiamare Astolfo, ché Orlando
è fuori di testa. Orlando l’ha vista!
Eppure Angelica è solo l’ombra, cuore mio,
appena l’ombra della mia aquila.

Sono io che vengo a prenderti!
Ho detto al mio cuore: non avere paura!
Gliel’ho sussurrato piano all’orecchio. Con parole dolci, perché volevo che il mio cuore mi ascoltasse.
Io voglio bene al mio cuore, io voglio che il mio cuore dia ascolto a me che gli voglio bene.
Io non ho che il mio cuore. Solo il mio cuore mi è rimasto. Dovrei essere triste per questo?