Deleuze-Guattari – Il fantasma di gruppo

Quando la nozione di fantasma di gruppo è stata elaborata nella prospettiva dell’analisi istituzionale (nei lavori dell’équipe di La Borde, intorno a Jean Oury), il primo compito fu di sottolinearne la differenza di natura col fantasma individuale.
Apparve allora che il fantasma di gruppo non poteva essere separato dalle articolazioni «simboliche» che definiscono un campo sociale in quanto reale, mentre il fantasma individuale ripiegava l’insieme di tale campo su dati «immaginari».

Se si prolunga questa prima distinzione, si vede che anche il fantasma individuale è innestato sul campo sociale esistente, pur cogliendolo in qualità immaginarie che gli conferiscono una sorta di trascendenza o d’immortalità al cui riparo l’individuo, l’io, gioca il suo pseudodestino: che importa che io muoia, dice il generale, dal momento che l’esercito è immortale.

La dimensione immaginaria del fantasma individuale ha un’importanza decisiva sulla pulsione di morte, in quanto l’immortalità conferita all’ordine sociale esistente coinvolge nell’io tutti gli investimenti di repressione, i fenomeni di identificazione, di «superegoizzazione» e di castrazione, tutte le rassegnazioni-desideri (diventar generale, diventar piccolo, medio o grande quadro), ivi compresa la rassegnazione di morire al servizio di quest’ordine, mentre la pulsione stessa è proiettata sull’esterno e rivolta contro gli altri (morte allo straniero, a quelli che non sono di casa nostra!).

fantasma

Il polo rivoluzionario del fantasma di gruppo appare al contrario nella capacità di vivere le istituzioni stesse come mortali, di distruggerle e di cambiarle secondo le articolazioni del desiderio e del campo sociale, facendo della pulsione di morte una vera e propria creatività istituzionale.
È proprio qui infatti che risiede il criterio almeno formale di distinzione tra l’istituzione rivoluzionaria e l’enorme inerzia che la legge comunica alle istituzioni in un ordine stabilito.
Come dice Nietzsche, chiese, eserciti, stati, quali di questi cani vuole morire?

Ne deriva una terza differenza tra il fantasma di gruppo e il fantasma detto individuale: questo ha come soggetto l’io in quanto determinato dalle istituzioni legali e legalizzate nelle quali «si immagina», al punto che, anche nelle sue perversioni, l’io si conforma all’uso esclusivo delle disgiunzioni imposte dalla legge (omosessualità edipica, per esempio).
Invece, il fantasma di gruppo non ha più come soggetto che le istituzioni stesse, e le macchine desideranti che queste formano con l’istituzione rivoluzionaria.

Sardegna-Mamuthones
Mamuthones sardi

Il fantasma di gruppo include le disgiunzioni, nel senso in cui ciascuno, destituito dalla sua identità personale, ma non delle sue singolarità, entra in rapporto con l’altro secondo la comunicazione propria agli oggetti parziali: ciascuno passa nel corpo dell’altro sul corpo senz’organi […]

I due tipi di fantasma, o meglio i due regimi, si distinguono dunque a seconda che la produzione sociale dei «beni» imponga la sua regola al desiderio tramite un io la cui unità fittizia è garantita dai beni stessi, o a seconda che la produzione desiderante degli affetti imponga la sua regola a istituzioni i cui elementi non sono più che pulsioni.
Se si deve ancora parlare di utopia in quest’ultimo senso, alla Fourier, non è certo come modello ideale, ma come azione e passione rivoluzionarie. E, nelle sue opere recenti, Klossowski ci indica il solo mezzo per superare il parallelismo sterile in cui ci dibattiamo tra Freud e Marx: scoprendo il modo in cui la produzione sociale e i rapporti di produzione sono un’istituzione del desiderio, e come affetti e pulsioni fanno parte dell’infrastruttura stessa. Poiché ne fanno parte, vi sono presenti in tutti i modi creando nelle forme economiche tanto la loro propria repressione quanto i mezzi per rompere tale repressione.

Lo sviluppo delle distinzioni tra fantasma di gruppo e fantasma individuale mostra a sufficienza, insomma, che non c’è fantasma individuale.
Ci sono piuttosto due sorte di gruppi, i gruppi-soggetti e i gruppi-assoggettati, Edipo e la castrazione formando la struttura immaginaria nella quale i membri del gruppo assoggettato vengono determinati a vivere o a fantasmare individualmente la loro appartenenza al gruppo.
Bisogna però dire che le due sorte di gruppi sono in perpetuo slittamento, un gruppo-soggetto essendo sempre minacciato d’assoggettamento, un gruppo-assoggettato potendo in certi casi essere costretto ad assumere un ruolo rivoluzionario.

(Deleuze-Guattari, L’anti-Edipo)