Snorri Sturluson – Þórr risuscita i capri dalle ossa

Adolf Wölfli - Crocifissione
Adolf Wölfli – Crocifissione

Avvenne che Þórr partì coi suoi capri e il carro, e con lui era l’Ase di nome Loki.
A sera giunsero presso un contadino e là ebbero alloggio per la notte.
Verso l’ora di cena Þórr prese i suoi capri e li abbatté tutt’e due, poi vennero scuoiati e messi in pentola.
Quando furono cotti, Þórr sedette a tavola col suo compagno. Þórr invitò il contadino e sua moglie e i loro figli a mangiare con lui […]

Poi Þórr stese la pelle dei capri presso il fuoco e disse al contadino e ai suoi di gettare su quelle pelli tutte le ossa.
Il figlio del contadino afferrò l’osso della coscia di un capro e lo divise col coltello e lo spezzò per prenderne il midollo.

Þórr trascorse la notte in quella casa. E nel crepuscolo prima del giorno si alzò, si vestì, prese il martello Miöllnir, lo levò in alto e consacrò la pelle dei capri, e i capri si levarono in piedi; ma uno di essi zoppicava.
Þórr lo notò e disse che il contadino o qualcuno dei suoi non dovevano aver fatto attenzione nel maneggiare le ossa di un capro, lo riconosceva dal fatto che l’osso della coscia era rotto.

(Snorra Edda, Gylfaginning: 44)