Ugarit – La finestra del palazzo di Ba’al

Anat
La dea ‘Anat

Si rallegrò la vergine ‘Anat, alzò i piedi e percosse la terra.
Poi da Ba’al si diresse, sulle altezze del Safon,
attraverso mille ettari, attraverso diecimila acri.
Rise la vergine ‘Anat, alzò la voce ed esclamò:
«Gioisci, Ba’al, per la notizia che ti reco:
si costruirà per te una casa come i tuoi fratelli,
una corte si costruirà come i tuoi parenti.
Fa’ venire una carovana nella tua casa,
un convoglio fa’ entrare nel tuo palazzo!
Ti portino i monti quantità d’argento,
le colline l’oro ti portino più raffinato;
costruisci dunque una casa d’argento e d’oro,
una casa di splendido lapislazzuli innalza!».
Si rallegrò il potente Ba’al, una carovana
fece venire nella sua casa, un convoglio
fece entrare per mettere mano al suo palazzo.
Gli portarono i monti quantità d’argento,
le colline gli portarono l’oro più raffinato,
le gemme più preziose gli portarono.
Ed egli messaggeri inviò a Kôthar-e-Khasis.

Quando Kôthar-e-Khasis giunse, a lui dinanzi
un bue, una bestia pasciuta pose il dio al suo cospetto.
Fu approntato un seggio ed egli alla destra sedette
del potente Ba’al, per tutto il tempo che il dio
mangiò e bevve. Prese d’un tratto la parola
il potente Ba’al, così parlò l’Auriga delle nuvole:
«Presto, costruisci una casa, presto, innalza un palazzo!
Presto, una casa sia costruita, sia innalzato un palazzo
nei recessi del Safon: mille ettari abbraccerà la casa,
diecimila acri sarà vasto il mio palazzo!».
A lui rispose allora Kôthar-e-Khasis: «Ascolta,
disse, ascoltami, potente Ba’al, Auriga delle nuvole,
stammi a sentire! Un’apertura praticherò nella casa,
una finestra aprirò nel muro del tuo palazzo».
Ma a lui replicò il potente Ba’al: «No, un’apertura
nella mia casa, non la farai, né una finestra
voglio che tu apra all’interno del mio palazzo!».
Ribatté a lui Kôthar-e-Khasis: «Ti arrenderai,
Ba’al, ti piegherai infine alla mia parola!».
Ripeté a lui Kôthar-e-Khasis: «Ascolta, ti prego,
potente Ba’al! Un’apertura praticherò nella casa,
una finestra aprirò all’interno del tuo palazzo».
Rispose allora il potente Ba’al: «No, un’apertura
nella mia casa, non la farai, né una finestra
voglio che tu apra all’interno del mio palazzo!
Che non scivoli via Pidray, figlia della luce,
e che non cada giù Talay, figlia della pioggia».
Ma ribatté Kôthar-e-Khasis: «Ti arrenderai,
Ba’al, ti piegherai infine alla mia parola!».

Babele-torre
La torre di Babele

Rapidamente la casa è costruita, in poco tempo
il palazzo è innalzato. Fino al Libano e ai suoi alberi,
fino al Siryon e ai suoi cedri più maestosi
ci si affretta. Ed ecco, il Libano e i suoi alberi,
ecco il Siryon e i suoi cedri più maestosi!
Si pone il fuoco nella casa, il braciere nel palazzo.
Ecco, un giorno e un secondo, arde il fuoco nella casa,
il braciere nel palazzo; un terzo, un quarto giorno,
arde il fuoco nella casa, il braciere nel palazzo;
un quinto, un sesto giorno, arde il fuoco nella casa,
il braciere all’interno del palazzo. Al settimo però
ecco che si estingue il fuoco nella casa, di colpo
si spegne il braciere nel palazzo: l’argento s’è mutato
in placche, l’oro in mattoni è stato mutato!

simbolo_egizio_di_baal
Ideogramma egizio di Ba’al

Allora il potente Ba’al disse: «Incaricherò Kôtar,
il marittimo Kôtar, figlio della confluenza dei mari:
gli dirò di aprire una finestra nella mia casa,
di praticare un’apertura dentro il mio palazzo!
Egli aprirà dunque una breccia nelle nuvole,
seconda la parola stessa di Kôthar-e-Khasis».
Sorrise Kôthar-e-Khasis, alzò la voce ed esclamò:
«Non te l’avevo detto, potente Ba’al,
che ti saresti arreso, Ba’al, alla mia parola?».
Egli aprì dunque una finestra nella casa,
un’apertura praticò all’interno del palazzo.
Aprì Ba’al una breccia nelle nuvole,
la sua santa voce Ba’al fece udire,
schioccò Ba’al il suono dalle sue labbra.
La sua santa voce squassò la terra,
al suo fragore i monti trasalirono,
tremarono le spiagge davanti al mare,
le alture della terra ne furono scosse.
(tavolette di Ugarit)