Siberia – O Madre fuoco

cenere-legna
O Madre fuoco dalle trenta teste,
o vergine madre dalle quaranta teste,
tu che prepari il cibo e l’idromele,
tu che indossi una veste verde e rossa,
e che su e giù ti dondoli su sette altalene,
e dei tuoi sette gioisci gioielli di luce,
o Signora delle tre pietre del focolare,
tu che ti stendi su questo giaciglio di cenere,
tigre screziata, madre degli uccelli,
o selvaggia Ängkäy Qan.

O Madre fuoco che dimori nell’ombelico della terra,
tu che giochi nell’ottava spianata celeste,
e che nella terra di mezzo attendi i viventi,
guarda: appena un sorriso mi fai,
appena un cenno ed ecco
che non dondolo più tra i sì e i no
e più non danzo sulla punta delle spade:
no, è a te che m’inginocchio, fanciulla,
come naufrago vestito di sale,
a te sola devoto io m’inginocchio.

Ti supplico, mostrami il cammino,
aprimi con un tuo cenno la via
che al Signore conduce del sacro cammello,
al bianco Taylïq e alla sua sposa,
la vergine Yäläs dalla criniera di stallone.