Amo le sonnambule

Johann Heinrich Füssli – Lady Macbeth sonnambula
Johann Heinrich Füssli- Lady Macbeth sonnambula

Amo le sonnambule.
Le amo dacché danzano sull’orlo della mia voce.
Le amo da sempre. Le amo dacché parlo.

Se parlo, è perché amo vederle danzare
sul precipizio delle mie labbra.
Se amo, è perché le ho viste cadere
una volta giù nel vuoto chissà dove.

Parlo dacché una l’ho chiamata
per nome. Non te ne andare! – è il nome
che le ho dato.

Da allora parlo e amo: amo e parlo.

Amo le sonnambule e alle sonnambule
soltanto delle mie sonnambule parlo.

Parlo dalla mattina alla sera.
Parlo e domando. Parlo e rispondo
soltanto alle sonnambule sovrane
del mio sproloquio senza fondo.

Adolf Wölfli - Nutrimento dei pesci
Adolf Wölfli – Il nutrimento dei pesci

Affondo nell’oceano del sonnambulismo
in cerca di un’altra perla. Affondo e cerco
solo la perla di un’eco che al mio richiamo
sibillina risponda «Non te ne andare!».

Ma se loro no! dacché chiamo solo Lei
se le sonnambule più non mi ascoltano,
non per questo dispero e mi arrendo.

Perciò ancora parlo e parlo e parlo.

Il dottore dice che non è niente.
Che sono solo un vecchio nostalgico.

Ecco perché parlo ancora e soltanto
di quando entrai nella tua reggia,
principessa, e tu dal pozzo in cui eri caduta
al mio richiamo risorgesti.

Tu eri il miracolo.
Invece Samurai
era già da un pezzo un tiranno morto.

Dall’altra parte della luce,
ruggirono tigri e fu subito sconcerto!

Fui io a dirti: buona notte, amica mia!

… e le sapientissime cavalle laggiù ci gettarono
nel vuoto paradiso dove eri caduta tu
mia buona stella – la notte che ti chiamai
per nome.

Ti chiamai Amore – ti chiamai Parola.
Dacché parlo Ti amo, mia sonnambula sconosciuta.