Zolla – Il riso creativo della Morte

Adolf Wölfli - Angel
Adolf Wölfli – Angel

Il mondo fu creato dalla morte, che canta il canto della morte creatrice, il quale si solidifica in pietre e carni. Dalla quiete o morte originaria sorge il desiderio, la fame o brama come allo spezzarsi di un uovo la creatura: il Verbo, designato come tuono, stella canora, aurora risonante, canto luminoso. In Egitto è il sole cantante, o Thot che dà una risata settemplice; nei Veda era un inno di tre sillabe. Il suono del Verbo è il suo corpo, il senso del Verbo è la sua voce. Nella tradizione vedica si dice che il Verbo si è diffuso nel creato, cioè: ogni tono musicale corrisponde a una figura astrale, a un momento dell’anno, a un settore della natura, a una parte dell’uomo.

L’uomo deve rifarsi alle origini ogni volta che s’accosti alla morte (solstizio, malattia, trapasso da una condizione ad altra). Gli tocca essere allora incantato, pietrificato, svuotato, fatto risuonare; solo colui che periodicamente subisca la pietrificazione e l’ammutolimento, può crescere, cantare una nuova vita.
Alla prima fase dell’iniziazione corrisponde un labirinto, una notte, una puntura di scorpione. Alla seconda una battaglia o ascensione, alla terza un’inversione; allora la natura divina e l’umana, il cielo e la terra s’incontrano.

Il canto dell’inno corona la trasformazione: si è giunti a ristabilire il sacrificio sonoro, si è in armonia col canto e con la luce donde proviene tutto il creato, si ode il concerto delle sfere celesti. L’essenza di questo canto è il giusto rapporto fra i suoni, cioè la serie di rapporti numerici che costituisce le armoniche di una nota, perché ogni volta che risuoni una nota musicale s’incarna qualcosa di misterioso: un modello minimo della creazione, un sistema di oscillazioni polari; è richiamato il principio stesso della creazione, la musica delle sfere.

(Zolla, Uscite dal mondo)