Sono al pascolo

(sono al pascolo in cerca dell’erba moly)

«Questo dio (Dioniso), dimmi: lo vedesti in sogno o a occhi aperti?»
«L’ho visto mentre mi vedeva!»
(Euripide, Baccanti, 470)

Adolf Wölfli - Erba Moly
Adolf Wölfli – Erbe

L’ho visto che mi penetrava con la lama di fuoco del suo sguardo!
L’ho guardato che mi guardava, e per tutto il tempo del nostro sguardo –
al mondo non c’è stata che la nostra coincidenza.
Che significa dormire e in che differisce dall’essere desto
se poi uno è rapito dall’incontro di uno sguardo?
Può essere che stavo sognando –
ma sognavo d’essere desto!

Sorprendersi a vedere d’essere visto,
a fare ed essersi fatto complice di uno stesso sguardo:
è questa l’erba moly.
La cogli? sta’ attento:
non è la stessa cosa mangiarla cruda o cotta.

Che tu lo guardi da sveglio o da sonnambulo,
lo sguardo di un dio è sempre crudele:
è sempre un inganno, sempre una trappola
nascosta sotto le foglie.
L’erba è amara.
E allora dimmi: chi può
amare l’erba allo stato selvaggio
se non vuole essere sedotto
(e insieme avvelenato)
dall’incommestibile?

Ero più che desto
e i miei occhi erano ben più che aperti
quando il dio m’intossicò e più non compresi
chi stesse guardando chi.
Eccomi! – mi dissero i suoi occhi allo specchio.
Sono la tua vita nuda e cruda!
Mi cogli? sta’ attento:
non è la stessa cosa di quando mi vedi
vestita di parole.