Farîdoddîn ‘Attâr – Miele cera e candele

George de la Tour - Donna e candelaAnche se a vederla luccica ed è brillante, la cera prova dolore e sofferenza lontana dal miele.
In origine, infatti, la cera era immersa nel miele e grazie a questa unicità non doveva darsi pensiero di nulla.
In seguito, quando fu portata via di lì e separata dal miele, sospirò: «Che cosa ho io in comune con le candele? Ho vissuto nell’unità, che cosa ho in comune con la molteplicità? Che cosa sarebbe accaduto, se la mano non avesse prodotto la candela e io fossi ancora immersa nel miele? Quando sono diventata una candela e sono stata allontanata dal mio amato, Dio mi ha chiamata luce; quanto tempo ancora brucerò? Se fossi ancora immersa nel miele, sarei stata salvata da tanto bruciore».
(Farîdoddîn ‘Attâr, Il poema celeste)